Sono le accuse contestate a un venticinquenne di Veroli, finito a processo per i comportamenti che avrebbe tenuto nei confronti della ex compagna.
Maltrattamenti, minacce, aggressioni e persino il presunto ricatto legato alla diffusione di un video privato. Sono le accuse contestate a un venticinquenne di Veroli, finito a processo per i comportamenti che avrebbe tenuto nei confronti della ex compagna, una giovane residente nel capoluogo ciociaro.
Secondo quanto denunciato dalla donna, la relazione sarebbe stata segnata nel tempo da continue vessazioni, insulti e aggressioni fisiche. Il giovane, inoltre, l’avrebbe più volte sollecitata a consegnargli denaro per pagare alcuni debiti, arrivando, sempre secondo l’accusa, a minacciarla di rendere pubblico un video che la ritraeva durante un rapporto intimo.
Tra gli episodi contestati figura anche quello del novembre 2025. Durante una discussione, scaturita dal rifiuto della donna di avere un rapporto sessuale, il venticinquenne l’avrebbe colpita con un calcio, provocandone la caduta dal letto. Successivamente l’avrebbe trascinata per i capelli verso la porta di casa, minacciandola di morte. Sul posto erano intervenuti i carabinieri e la donna era stata accompagnata al pronto soccorso dell’ospedale di Frosinone.
La vicenda è approdata ieri, 2 ottobre, davanti al Tribunale di Frosinone, in occasione dell’udienza preliminare. L’imputato, assistito dall’avvocato Dario Simonelli, ha scelto di definire il procedimento attraverso il patteggiamento. Il giudice ha applicato la pena concordata tra le parti, pari a un anno e dieci mesi di reclusione, disponendone la sospensione condizionale anche in considerazione dell’assenza di precedenti. Per il venticinquenne è stato inoltre previsto l’obbligo di seguire uno specifico percorso presso un’associazione impegnata nella tutela delle vittime di violenza di genere.
Per il reato di maltrattamenti contro familiari e conviventi, la pena prevista ordinariamente dalla legge va da tre a sette anni di reclusione. Nel caso in esame, il procedimento è stato definito con il patteggiamento, attraverso l’applicazione della pena concordata e sottoposta alla valutazione del giudice.
Fonte: Frosinone Today
