Secondo l’accusa, sarebbero stati sottratti 8.811 kWh attraverso la manomissione del contatore domestico. L’uomo, difeso dall’avvocato Dario Simonelli, comparirà davanti al Tribunale di Frosinone il prossimo 10 dicembre.
Avrebbe sottratto energia elettrica per circa tre anni, alterando il funzionamento del contatore della propria abitazione. È l’ipotesi contestata a un anziano residente a Frosinone, accusato di furto aggravato di energia elettrica per un quantitativo complessivo di 8.811 kWh.
Secondo la ricostruzione accusatoria, l’uomo, intestatario dell’utenza domestica, avrebbe manomesso il dispositivo di misurazione, in modo da far risultare consumi inferiori rispetto a quelli effettivi. La presunta condotta avrebbe così consentito di utilizzare energia senza che venisse correttamente contabilizzata e addebitata.
Le anomalie individuate durante i controlli
La vicenda sarebbe emersa in seguito alle verifiche effettuate dai tecnici della società fornitrice. Gli accertamenti sul contatore avrebbero evidenziato alcune anomalie nel sistema di rilevazione dei consumi, facendo ipotizzare un’alterazione del regolare funzionamento dell’apparecchiatura.
Dalle contestazioni sarebbe quindi emersa una presunta sottrazione di 8.811 kWh nell’arco di circa tre anni. All’uomo viene attribuita anche l’aggravante connessa alla natura del bene, considerato destinato a un pubblico servizio.
Il processo il 10 dicembre
L’anziano, assistito dall’avvocato Dario Simonelli, dovrà comparire davanti al Tribunale di Frosinone, in composizione monocratica. La prima udienza è fissata per il prossimo 10 dicembre: sarà il procedimento giudiziario a fare chiarezza sulla vicenda e sulle responsabilità contestate.
Per il furto aggravato di energia elettrica, in presenza delle aggravanti ipotizzate, la disciplina penale può prevedere una pena fino a sei anni di reclusione, oltre alla multa. L’accusa dovrà essere provata nel corso del processo e l’imputato resta presunto innocente fino a un’eventuale condanna definitiva.
Fonte: Frosinone Today
